Distanza di sicurezza: ecco tutto quello che c’è da sapere

Distanza di sicurezza: ecco tutto quello che c’è da sapere

Non solo serve a passare il quiz di scuola guida, ma soprattutto a ridurre decisamente il rischio di tamponamenti. Rispettare la distanza di sicurezza è importante, ma molti automobilisti ignorano del tutto questa regola (di buon senso in primis) del codice della strada. Qualora l’auto che ci precede dovesse frenare bruscamente, una certa ridondanza nel calcolo dello spazio di frenata può fare una grande differenza, permettendo di evitare l’impatto. La giusta distanza di sicurezza dipende non solo dal tipo e dalle condizioni del veicolo o della strada, ma anche da altri fattori. Vediamo quali.

La distanza di sicurezza nel Codice della Strada

Innanzitutto, analizziamo l’art. 149 del CdS, che tratta precisamente della distanza di sicurezza tra veicoli. La prima prescrizione è la seguente: “durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono“. Il punto, insomma, è che non c’è formula magica né tabella di distanze di sicurezza standard. La quantità di fattori che possono influenzare la giusta misura è notevole. Il CdS si occupa infatti qui di regolare poche condizioni specifiche (all’esterno dei centri abitati in presenza di divieto di sorpasso per certe categorie di veicoli, quando preceduti da macchine sgombraneve) e di indicare le sanzioni.

La multa per mancato rispetta della distanza di sicurezza va dai 42 ai 173 euro, con la possibilità di aumentare notevolmente in caso di incidenti gravi che coinvolgono cose e/o persone.

Nello specifico, quando non si guida in centri abitati la distanza di sicurezza dev’essere di almeno 100 metri se la strada non possiede due o più corsi per senso di marcia. Infine, quando sono troviamo macchine sgombraneve o spargitrici è fatto divieto di avvicinarsi in ogni caso a meno di 20 metri.

Distanza di sicurezza: ecco tutto quello che c’è da sapere 1

Calcolo distanza di sicurezza

Spesso, quando ci si trova alla guida, non ci si rende conto della effettiva distanza di sicurezza dal veicolo che ci precede. Nella valutazione di questa misura bisogna tenere in considerazione alcuni fattori quali:

  • la prontezza dei riflessi del conducente;
  • il tipo e lo stato di efficienza del veicolo;
  • la velocità;
  • la visibilità;
  • le condizioni atmosferiche;
  • le condizioni del traffico; 
  • le condizioni del manto stradale;

 

Nello specifico, per quanto concerne i fattori legati alle caratteristiche del veicolo, occorre considerare lo lo stato di efficienza dell’impianto frenantel’usura degli pneumatici e la massa del veicolo.

Nell’ipotesi in cui i freni non siano in condizioni perfette, o si circoli con pneumatici particolarmente logori, o ancora si viaggi con un carico notevole a bordo, sono le leggi della fisica a imporre spazi di arresto maggiori.

Altro fattore da considerare nel valutare la corretta distanza di sicurezza tra veicoli riguarda i riflessi del conducente. Da soggetto a soggetto, infatti, i tempi di reazione sono differenti e questo può derivare anche dall’età del guidatore.

Per questo motivo è sempre bene rispettare la distanza di sicurezza indicata nel precedente paragrafo e magari aumentarla qualora si sia un po’ avanti con gli anni. Questo accorgimento vi consentirà di guidare in condizioni di tutela maggiori.

Il consiglio, in generale, data l’alta probabilità di fare errori nel calcolo della distanza di sicurezza, è di mantenere una distanza superiore a quella stimata come necessaria. Una certa ridondanza può fare la differenza in caso di imprevisti.

Tenendo a mente le premesse fatte, analizziamo ora un trucco per dare una stima. Al raddoppio della velocità, a grandi linee, corrisponde uno spazio di frenata quadruplo. Si può infatti semplicemente dividere la propria velocità espressa in km/h per 10 ed elevare il risultato al quadrato. Il risultato fornisce in metri una buona stima della giusta distanza di sicurezza. Per esempio, ad una velocità di 50 Km/h la distanza di sicurezza ideale è di 25 metri, mentre a 100 Km/h la distanza da mantenere è di 100 metri.

Distanza di sicurezza nel traffico

Può essere complicato mantenere una distanza di sicurezza adatta alla velocità di marcia quando siamo in presenza di traffico congestionato. Eppure, si può evitare di stare troppo vicini al posteriore di chi ci precede. Anzi, anche le condizioni del traffico determinano contestualmente la giusta distanza di sicurezza. È altamente sconsigliabile poi avvicinarsi alla vettura che sta davanti in assenza di spazio sulla corsia di destra, utile a tentare di evitare la collisione.

Distanza di sicurezza e tempo di reazione

Per stimare la giusta distanza di sicurezza bisogna anche considerare il cosiddetto tempo di reazione. Anche quando guidiamo vetture con eccellenti impianti frenanti e dotate di ABS, siamo tentati di sentirci troppo sicuri. Invece, il tempo di reazione può essere talvolta determinante. Il tempo di reazione, espresso solitamente in secondi, indica quanto intercorre tra il momento in cui ci rendiamo conto del pericolo e l’inizio della frenata. Normalmente, può andare, a seconda dell’attenzione e di altri fattori personali e contestuali, tra 0,5 e 1,5 secondi. Se per esempio consideriamo un tempo di reazione pari a 7 decimi di secondo, a 100 km/h avremo percorso quasi 20 metri prima ancora di iniziare a frenare in caso di emergenza. Considerando anche lo spazio di frenata di chi ci precede, nel caso in cui sia identico al nostro, è teoricamente sufficiente che lo spazio di sicurezza sia maggiore dello spazio percorso nel tempo di reazione. Come abbiamo visto, però, la teoria può essere pericolosa. Meglio esagerare le stime, e adesso vediamo perché.

Adas obbligatori

Se la nostra auto frena più lentamente delle altre

Il problema nel considerare solo i tempi di reazione è rappresentato dall’eventualità che la vettura che ci precede abbia un impianto frenante e ruote molto più efficaci e che per questo possa fermarsi anche 20 o 30 metri prima di quanto faremmo noi nelle stesse condizioni ma con un’auto dalla frenata meno performante. Anche per questo è bene controllare periodicamente pressione e usura dei propri pneumatici. Infine, occorre tenere a mente che la decelerazione di solito non è costante – sia perché è difficile premere il pedale del freno efficacemente, sia perché le gomme possono bloccarsi in frenata.

Distanza di sicurezza in caso di pioggia

Altro fattore da tenere in conto quando si parla della distanza di sicurezza riguarda le condizioni atmosferiche. Un asfalto reso viscido dalla pioggia, infatti, comporta degli spazi di arresto decisamente superiori rispetto a quelli di un manto stradale perfettamente asciutto.

Il nostro Codice della Strada non impone una distanza di sicurezza in caso di pioggia. L’articolo 149, infatti dispone come durante la marcia i veicoli debbano tenere una distanza di sicurezza tale da garantire in ogni caso l’arresto tempestivo così da evitare collisioni con i veicoli che precedono.

In caso di pioggia la velocità massima deve essere ridotta a 90 Km/h sulle strade extraurbane ed a 110 Km/h sulle autostrade, mentre per quel che riguarda la distanza di sicurezza è bene aumentare la stessa dal 20 all’80% a seconda dell’intensità dei rovesci e delle condizioni del manto stradale. Per esempio, quindi, se con il sole, viaggiando a 50 km/h, è necessaria una distanza di 25 metri, in caso di pioggia questa misura deve incrementare da 30 fino a 45 metri. Neve, nebbia o grandine, è inutile dirlo, impongono di tenere in conto una distanza di sicurezza ancora maggiore.

Il rischio è quello di incorrere in aquaplaning, ovvero nel caso in cui il veicolo perde aderenza a causa di uno strato d’acqua accumulatosi sul manto stradale. In questo caso, la distanza di sicurezza dovrà essere decisamente maggiore, per scongiurare rischi non così improbabili, soprattutto in caso di alta velocità, usura del battistrada e un notevole spessore dello strado d’acqua.

Adas per la distanza di sicurezza

Il cruise control adattivo, ovvero, per intenderci, il controllo della velocità di crociera adattivo, conosciuto anche con l’acronimo ACC (“Adaptive Cruise Control”), è un Adas che gestisce la velocità del veicolo su cui è montato mantenendo in automatico una distanza di sicurezza sufficiente dalle auto che lo precedono. Un altro nome con cui si indica lo stesso sistema è cruise control dinamico.

Sempre più, quindi, la tecnologia ci viene in aiuto per facilitare l’esperienza di guida, in questo caso mantenendo costante, al posto nostro, la distanza che ci separa dall’auto davanti a noi. Connesso ai dati dei sensori di bordo, il dispositivo permette una decelerazione automatica nel momento in cui ci avviciniamo al veicolo che ci precede, per poi accelerare di nuovo in condizioni di sicurezza. Attenzione però, Il cruise control adattivo garantisce un’autonomia solo di livello 1: si tratta solo di un ausilio al guidatore, che deve in ogni caso mantenere alta l’attenzione.

Controllo trazione: cos’è e come funziona l’asr auto

Cos’è il controllo di trazione e perché è utile sulla neve

Il controllo della trazione (in inglese ASR o TCS) è un dispositivo ormai ampiamente affermato sulle auto moderne, rivelandosi anche uno tra i dispositivi più importanti sia per il suo impatto sulla guida, sia per la sua influenza sulla sicurezza di guidatore e passeggeri.  Scopriamo cos’è e perché è così apprezzato dagli automobilisti. 

INDICE
Asr auto: significato
Cos’è il controllo trazione e a cosa serve
Controllo automatico di trazione: come funziona e come guidare
Trazione posteriore e pioggia:come comportarsi
Cosa fare in caso di controllo di trazione spento?
Differenza tra esp e controllo della trazione
Spia controllo trazione: cosa vuol dire quando si accendei

Molte definizioni ma un’unica funzione, quella di controllare lo slittamento della vettura. Il controllo di trazione è ormai presente su tutte le vetture moderne, ma spesso viene ignorata la sua presenza perché indicata con la sigla ASR, acronimo di Anti-Slip Regulation o Anti-Spin Regulation 

Nonostante le definizioni siano molteplici il controllo di trazione ha una funzione sola: evitare che le ruote motrici slittino. A seconda che la trazione sia anteriore, posteriore o integrale il controllo di trazione interverrà quando l’aderenza a terrà sarà precaria come in caso di fango, neve o ghiaccio. In questi casi la centralina dell’auto attiverà il controllo di trazione riducendo il pattinamento e restituendo la piena gestione dell’auto al conducente. Il controllo di trazione riesce in tutto ciò grazie a specifici sensori che rilevano lo slittamento. A questi si associa un sistema di gestione della potenza del motore che viene tagliata e trasferita sulla ruota con maggiore aderenza.  

Come bisogna guidare quando si attiva il controllo di trazione? Questa è una domanda che ci si pone spesso e il più delle volte la risposta lascia basiti. In caso di partenza su superfici innevate sarebbe utile disattivare il controllo di trazione per evitare che il taglio di potenza impedisca di partire. Successivamente si dovrà attivare il controllo di trazione per fare in modo che in caso di perdita improvvisa di aderenza la centralina dell’auto possa intervenire e consentire al conducente di avere il pieno controllo del mezzo. Bisogna però sottolineare come i sistemi più moderni siano in grado di riconoscere il fondo e di adeguare il livello di potenza da ripartire alle ruote motrici così da rendere inutile la disattivazione del controllo di trazione. 

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Qualora si sia alla guida di una vettura dotata di trazione posteriore sarà sempre fondamentale tenere attivato il controllo di trazione in caso di pioggia. Questa tipologia di auto, infatti, se da un lato rappresentano l’eccellenza in ambito sportivo, dall’altro sono maggiormente difficili da controllare in caso di perdita di aderenza e soltanto piloti esperti possono essere in grado di recuperare da situazioni complicate. 

Se il controllo di trazione è stato volontariamente disattivato, o se non è disponibile per un malfunzionamento della centralina, è sempre opportuno guidare con estrema cautela in caso di condizioni di aderenza precaria. Dosate con cura la potenza sull’acceleratore ed evitate movimenti bruschi col volante così da avere sempre il controllo totale del mezzo. 

Quando si parla di controllo di trazione non si deve fare confusione con l’ESP. Con questa sigla, infatti, si identifica il sistema elettronico di controllo della stabilità, un dispositivo che interviene in caso di sbandata regolando la potenza del motore e frenando le singole ruote con una differente intensità. Il controllo di trazione, invece, garantisce che le ruoti motrici non girino a vuoto in condizioni di aderenza precaria consentendo al conducente di avere sempre il pieno controllo del mezzo. 

Per sapere se il controllo di trazione sta effettivamente lavorando è utile fare attenzione alle spie presenti sul cruscotto. Se si accende la spia dedicata, di colore arancione e raffigurante una vettura in fase di sbandata, e il suo spegnimento avviene poco dopo allora si avrà la certezza che il dispositivo è intervenuto per regolare la potenza delle ruote motrici, mentre se questa rimane accesa allora ci si dovrà recare presso una officina specializzata perché la spia fissa indica un malfunzionamento del controllo di trazione. 

Cose da sapere

Cos’è e come funziona il controllo di trazione

Il controllo di trazione serve ad evitare che le ruote motrici slittino. A seconda che la trazione sia anteriore, posteriore o integrale il controllo di trazione interverrà quando l’aderenza a terrà sarà precaria come in caso di fango, neve o ghiaccio. In questi casi la centralina dell’auto attiverà il controllo di trazione riducendo il pattinamento e restituendo la piena gestione dell’auto al conducente. 

Come guidare con il controllo di trazione

In caso di partenza su superfici innevate sarebbe utile disattivare il controllo di trazione per evitare che il taglio di potenza impedisca di partire. Successivamente si dovrà attivare il controllo di trazione per fare in modo che in caso di perdita improvvisa di aderenza la centralina dell’auto possa intervenire e consentire al conducente di avere il pieno controllo del mezzo. 

Qual è la differenza tra ESP e controllo di trazione?

L’ESP è  il sistema elettronico di controllo della stabilità, un dispositivo che interviene in caso di sbandata regolando la potenza del motore e frenando le singole ruote con una differente intensità. Il controllo di trazione, invece, garantisce che le ruoti motrici non girino a vuoto in condizioni di aderenza precaria consentendo al conducente di avere sempre il pieno controllo del mezzo. 

Cosa vuol dire quando si accende la spia del controllo di trazione?

Se si accende la spia dedicata al controllo di trazione, di colore arancione e raffigurante una vettura in fase di sbandata, e il suo spegnimento avviene poco dopo allora si avrà la certezza che il dispositivo è intervenuto per regolare la potenza delle ruote motrici, mentre se questa rimane accesa allora ci si dovrà recare presso una officina specializzata perché la spia fissa indica un malfunzionamento del controllo di trazione. 

Come guidare sulla neve in tutta sicurezza

I migliori trucchi per guidare sulla neve in tutta sicurezza 3

Con l’arrivo della stagione invernale può capitare spesso di trovarsi a fare i conti con l’asfalto innevato. Sapere come guidare sulla neve in sicurezza è fondamentale per affrontare situazioni critiche senza alcuna difficoltà. 

INDICE
 Guidare sulla neve
 Come guidare sulla neve: l’obbligo di catene
 Guida sulla neve senza catene
 Come guidare sulla neve con gli pneumatici invernali
 Come guidare sulla neve in discesa
 Come guidare sulla neve con il cambio automatico

Sapere come guidare con la neve è fondamentale per gestire i movimenti dell’auto su un asfalto con scarsa di aderenza. Vediamo quali sono i punti principali per guidare in tutta sicurezza.  

  • Guidare dolcemente  
  • Adottare catene da neve o pneumatici invernali 
  • Anticipare i movimenti dell’auto 
  • Usare il freno motore 
  • Aumentare la distanza di sicurezza 

Guidare dolcemente: evitare movimenti bruschi sul volante sarà fondamentale per mantenere il controllo della vettura. Girare lo sterzo dolcemente, così come utilizzare con delicatezza il pedale del gas, sarà utile per guidare sulla neve in tutta sicurezza. 

Adottare catene da neve o pneumatici invernali: dal 15 novembre entra in vigore l’obbligo di avere a disposizione in auto le catene da neve. Queste devono essere applicate in caso di asfalto innevato per aumentare la presa a terra degli pneumatici e guidare così in tutta sicurezza. 

Anticipare i movimenti dell’auto: in condizioni di asfalto innevato è sempre opportuno ridurre la velocità di percorrenza ed anticipare le manovre di frenata e sterzata rispetto a quello che si farebbe in condizioni di asfalto asciutto. 

Usare il freno motore: una buona pratica per ridurre la velocità dell’auto in condizioni di neve è quella di frenare usando il freno motore. Scalare di marcia dolcemente e non toccare i freni consentirà una maggiore direzionalità dell’auto. 

Aumentare la distanza di sicurezza: date le condizioni di scarsa aderenza sarà sempre fondamentale ricordarsi di tenere una distanza di sicurezza dalle vetture che precedono per evitare di tamponarle in caso di frenata improvvisa.

Nel nostro Paese dal 15 novembre al 15 aprile vige l’obbligo, su determinati tratti stradali, di avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, sarà possibile percorrere le strade innevate in totale sicurezza, ma sarà l’automobilista che dovrà valutare quando montare le catene da neve a seconda delle condizioni dell’asfalto. È bene ricordare che violare l’obbligo di catene comporta sanzioni importanti. Se si è fermati dalle forze dell’ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo la sanzione varia da un minimo di 41 ad un massimo di 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione che va da un minimo di 84 sino ad un massimo di 335 Euro.

n alternativa alle catene da neve è possibile guidare anche sfruttando le gomme termiche. Queste garantiscono una buona presa sull’asfalto grazie alla particolare composizione del battistrada dotato di lamelle che, flettendosi e toccandosi tra loro durante il rotolamento sul manto stradale, producono calore aumentando di conseguenza l’aderenza.

Anche nel caso in cui non si adottino le catene da neve ma si decida di utilizzare gli pneumatici invernali valgono gli stessi consigli forniti in precedenza. Sarà fondamentale moderare la velocità, non effettuare frenate brusche, addolcire il proprio stile di guida accelerando con delicatezza così come nel ruotare il volante si dovrà essere particolarmente cauti anticipando di molto i movimenti del mezzo. Infine, se la macchina è dotata del controllo di trazione è meglio disinserirlo, ma solo per la partenza così da agevolarla.

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Una situazione particolarmente critica è quella della guida sulla neve in discesa. In questo caso è sempre necessario anticipare le manovre e guidare con particolare prudenza. La velocità dovrà essere per forza di cose moderata gestendo il volante con grande cautela, mentre per le frenate è preferibile rallentare l’auto sfruttando il freno motore così da non perdere direzionalità all’anteriore. 

L’utilizzo del freno motore è una prerogativa delle auto dotate di cambio manuale, ma se si possiede una vettura dotata di cambio automatico come si guida sulla neve? Se si è al volante di una vettura di moderna generazione dotata di cambio automatico si potrà premere il pulsante contraddistinto dal fiocco di neve per far sì che la centralina dell’auto capisca di adattare i cambi marcia e le scalate ad un fondo innevato. Ovviamente, nonostante i dispositivi di assistenza alla guida rendano tutto più semplice, la prudenza al volante deve essere sempre massima e si dovranno seguire i consigli indicati in precedenza validi anche per le auto con cambio automatico. 

Cose da sapere

Quali accorgimenti adottare per guidare sulla neve in sicurezza?

Sapere come guidare con la neve è fondamentale per gestire i movimenti dell’auto su un asfalto povero di aderenza. Vediamo quali sono i punti principali per guidare in tutta sicurezza.  

  • Guidare dolcemente  
  • Adottare catene da neve o pneumatici invernali 
  • Anticipare i movimenti dell’auto 
  • Usare il freno motore 
  • Aumentare la distanza di sicurezza 

Cosa prevede l’obbligo di catene da neve?

Dal 15 novembre al 15 aprile vige l’obbligo, su determinati tratti stradali, di avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, sarà possibile percorrere le strade innevate in totale sicurezza, ma sarà l’automobilista che dovrà valutare quando montare le catene da neve a seconda delle condizioni dell’asfalto. 

Come si guida sulla neve con gli pneumatici invernali?

Anche nel caso in cui si decida di utilizzare gli pneumatici invernali sarà fondamentale moderare la velocità, non effettuare frenate brusche, addolcire il proprio stile di guida accelerando con delicatezza così come nel ruotare il volante si dovrà essere particolarmente cauti anticipando di molto i movimenti del mezzo. Infine, se la macchina è dotata del controllo di trazione è meglio disinserirlo, ma solo per la partenza così da agevolarla. 

Come si guida sulla neve in discesa?

Una situazione particolarmente critica è quella della guida sulla neve in discesa. In questo caso è sempre necessario anticipare le manovre e guidare con particolare prudenza. La velocità dovrà essere per forza di cose moderata gestendo il volante con grande cautela, mentre per le frenate è preferibile rallentare l’auto sfruttando il freno motore così da non perdere direzionalità all’anteriore. 

Come si guida sulla neve con un’auto con cambio automatico?

Se si è al volante di una vettura di moderna generazione dotata di cambio automatico si potrà premere il pulsante contraddistinto dal fiocco di neve per far sì che la centralina dell’auto capisca di adattare i cambi marcia e le scalate ad un fondo innevato. Ovviamente, nonostante i dispositivi di assistenza alla guida rendano tutto più semplice, la prudenza al volante deve essere sempre massima e si dovranno seguire i consigli indicati in precedenza validi anche per le auto con cambio automatico. 

Divieto di sorpasso: tutte le regole da conoscere e rispettare

Divieto di sorpasso: ecco quali regole rispettare

Rispettare le regole stabilite dal nostro Codice della Strada significa non solo essere certi di guidare in modo sicuro, ma anche prevenire la possibilità di vedersi notificate multe salate. Tra le varie disposizioni del Codice quella del divieto di sorpasso è una delle più importanti da seguire.  

INDICE
 Il divieto di sorpasso nel Codice della strada
Quando è vietato il sorpasso?
Il sorpasso è vietato di notte?
Si può sorpassare in curva?
Sorpasso in prossimità di un dosso
Cosa indica il segnale di divieto di sorpasso
Multa sorpasso linea continua

Il sorpasso è disciplinato dall’articolo 148 del Codice della Strada e viene definito come la manovra mediante la quale un veicolo supera un altro veicolo, un animale o un pedone in movimento o fermi sulla corsia o sulla parte della carreggiata destinata normalmente alla circolazione. Per compiere questa manovra in tutta sicurezza ci si deve accertare che la visibilità sia ottimale, che chi precede non voglia a propria volta effettuare un sorpasso e che il tratto di strada sia libero. Lo stesso art. 148 CdS, poi, disciplina anche i casi di divieto di sorpasso, cioè tutte quelle situazioni in cui tale manovra può comportare dei rischi per la sicurezza dei passeggeri delle vetture. 

L’art. 148 CdS stabilisce i casi in cui è possibile o meno effettuare il sorpasso. Al comma 10 è previsto il divieto di sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle curve o dei dossi e in ogni altro caso di scarsa visibilità, mentre il comma 11 dispone il divieto di sorpasso di un veicolo già impegnato nella manovra di sorpasso ed il comma 13 il sorpasso in prossimità o in corrispondenza dei passaggi a livello senza barriere. Importante, poi, la disposizione prevista al comma 15 dove viene vietato il sorpasso a destra salvo determinate ipotesi. 

Sfatiamo un mito. Non esiste un orario in cui sia consentito o meno effettuare un sorpasso, ma tutto dipende dalle condizioni di visibilità della strada. Se queste sono ottimali allora il sorpasso sarà consentito anche di notte purché la visibilità sia tale da consentire la manovra e che la stessa possa compiersi senza costituire pericolo o intralcio. 

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In questo caso è bene fare chiarezza. L’art 148 CdS comma 10 disciplina il divieto di sorpasso in curva, ma consente questa manovra soltanto nel caso in cui la strada è a due carreggiate separate o a carreggiata a senso unico o con almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e vi sia tracciata apposita segnaletica orizzontale. 

Identica disciplina vale per il sorpasso in prossimità di un dosso. Anche in questo caso vide il divieto di sorpasso tranne nell’ipotesi in cui la strada sia a due carreggiate separate o a carreggiata a senso unico o con almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e vi sia tracciata apposita segnaletica orizzontale. 

Riconoscere il segnale di divieto di sorpasso è semplice. Questo è imposto non solo in presenza della linea continua o della doppia linea continua sull’asfalto, ma anche in presenza dell’apposito cartello stradale con forma circolare, bordo rosso e sfondo bianco con al centro disegnate due autovetture. In presenza del segnale di divieto di sorpasso  si possono superare esclusivamente i veicoli senza motore, i motocicli ed i ciclomotori purché la manovra venga compiuta entro la carreggiata senza oltrepassare la striscia continua. 

Il divieto di sorpasso è previsto anche in presenza della sola segnaletica sull’asfalto rappresentata dalla linea continua o dalla doppia linea continua. Spesso si tende a non osservare questo divieto e ad effettuare ugualmente il sorpasso. È bene sapere che in questo caso la multa prevista dall’articolo 146 del Codice della Strada varia da un minimo di 42 sino ad un massimo di 173 euro oltre alla decurtazione di due punti dalla patente. 

Cose da sapere

Cosa prevede il Codice della Strada in merito al sorpasso?

Il sorpasso è disciplinato dall’articolo 148 del Codice della Strada. Per compiere questa manovra in tutta sicurezza ci si deve accertare che la visibilità sia ottimale, che chi precede non voglia a propria volta effettuare un sorpasso e che il tratto di strada sia libero. Lo stesso art. 148 CdS disciplina anche i casi di divieto di sorpasso, cioè tutte quelle situazioni in cui tale manovra può comportare dei rischi per la sicurezza dei passeggeri delle vetture. 

Quando vige il decreto di sorpasso?

L’art. 148 CdS stabilisce i casi in cui è possibile o meno effettuare il sorpasso. Al comma 10 è previsto il divieto di sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle curve o dei dossi e in ogni altro caso di scarsa visibilità, mentre il comma 11 dispone il divieto di sorpasso di un veicolo già impegnato nella manovra di sorpasso ed il comma 13 il sorpasso in prossimità o in corrispondenza dei passaggi a livello senza barriere. Importante, poi, la disposizione prevista al comma 15 dove viene vietato il sorpasso a destra salvo determinate ipotesi. 

Cosa indica il segnale di decreto di sorpasso?

Il segnale di divieto di sorpasso è semplice è imposto non solo in presenza della linea continua o della doppia linea continua sull’asfalto, ma anche in presenza dell’apposito cartello stradale con forma circolare, bordo rosso e sfondo bianco con al centro disegnate due autovetture. In presenza del segnale di divieto di sorpasso  si possono superare esclusivamente i veicoli senza motore, i motocicli ed i ciclomotori purché la manovra venga compiuta entro la carreggiata senza oltrepassare la striscia continua. 

Quali sono le sanzioni per chi infrange il divieto di sorpasso?

Il divieto di sorpasso è previsto anche in presenza della sola segnaletica sull’asfalto rappresentata dalla linea continua o dalla doppia linea continua. Spesso si tende a non osservare questo divieto e ad effettuare ugualmente il sorpasso. È bene sapere che in questo caso la multa prevista dall’articolo 146 del Codice della Strada varia da un minimo di 42 sino ad un massimo di 173 euro oltre alla decurtazione di due punti dalla patente. 

Si può guidare scalzi? Ecco cosa dice il Codice della Strada

Guidare scalzi

Con l’arrivo dell’estate cresce la voglia di libertà, anche quando si è alla guida. Spesso ci si chiede se sia possibile guidare scalzi, e la confusione in materia è molta. Vediamo cosa prevede il nostro Codice della Strada.

INDICE
Si può guidare scalzi?
Si può guidare con le ciabatte?
Si può guidare con le infradito?
Guidare scalzi: il Codice della Strada
È legale guidare a piedi scalzi?
Scarpe per guidare: quali preferire

Dopo una giornata trascorsa al mare o in piscina, il desiderio di non indossare le scarpe e guidare a piedi scalzi è forte e dal 1993, a seguito dell’introduzione del nuovo Codice della Strada, non è più vietato dalla legge. Ovviamente, però, bisogna essere consapevoli dei rischi che si corrono guidando scalzi dato che l’aderenza ed il comfort sui pedali dato da una calzatura chiusa non sarà mai paragonabile.

Se non si vuole guidare scalzi ma si preferisse indossare delle ciabatte è bene sottolineare come nessun divieto vige in merito ma, ovviamente, si dovrà prestare particolare attenzione alla guida per evitare che il piede fuoriesca dalla calzatura creando così una situazione di potenziale pericolo al volante.

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Stesso discorso vale per le infradito, ma in questo caso l’attenzione deve essere raddoppiata data la particolare conformazione di questa calzatura che può comportare la perdita di aderenza del piede sul pedale.
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Come abbiamo anticipato in precedenza, il divieto di guidare scalzi era in vigore fino al 1993, anno in cui si è assistito all’introduzione del nuovo Codice della Strada che lo ha revocato. L’articolo 141 non dispone più nulla a riguardo, ma il legislatore ha indicato genericamente i comportamenti che l’automobilista deve tenere alla guida senza obbligarlo ad indossare un particolare tipologia di scarpe.

L’articolo 141 comma 2 dispone testualmente: “Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”. Pertanto è legale guidare a piedi scalzi, ma in caso di incidente potrebbero sorgere controversie con la compagnia assicuratrice perché quest’ultima potrebbe appigliarsi a questo particolare per scaricare l’intera responsabilità del sinistro su un conducente non in grado di controllare il mezzo proprio per l’assenza di calzature.

Ovviamente con l’arrivo del caldo tutti vorremmo guidare con ciabatte, o infradito o addirittura a piedi scalzi, ma è sempre preferibile indossare delle scarpe chiuse, come sneakers, scarpe sportive o mocassini, che impediscano al piede la fuoriuscita accidentale dalla calzatura così da avere sempre il totale controllo del veicolo in ogni situazione.

Cose da sapere

Si può guidare scalzi?

Dal 1993, a seguito dell’introduzione del nuovo Codice della Strada, guidare scalzi non è più vietato dalla legge. Ovviamente, però, bisogna essere consapevoli dei rischi che si corrono guidando scalzi dato che l’aderenza ed il comfort sui pedali dato da una calzatura chiusa non sarà mai paragonabile.

Cosa dispone il Codice della Strada sulla guida senza scarpe?

Il divieto di guidare scalzi era in vigore fino al 1993, anno in cui si è assistito all’introduzione del nuovo Codice della Strada che lo ha revocato. L’articolo 141 non dispone più nulla a riguardo, ma il legislatore ha indicato genericamente i comportamenti che l’automobilista deve tenere alla guida senza obbligarlo ad indossare un particolare tipologia di scarpe.

Quali sono le scarpe migliori per guidare?

È sempre preferibile indossare delle scarpe chiuse, come sneakers, scarpe sportive o mocassini, che impediscano al piede la fuoriuscita accidentale dalla calzatura così da avere sempre il totale controllo del veicolo in ogni situazione.

Limiti di velocità: quali sono i generali e quelli per neopatentati

Limiti di velocità: quali sono i generali e quelli per neopatentati

Conoscere il Codice della Strada è fondamentale per guidare in sicurezza ed evitare di essere multati. Rispettare i limiti di velocità è uno degli obblighi più importanti per non incorrere in sanzioni che possono essere anche piuttosto salate. Scopriamo tutti i dettagli.

INDICE
 Limiti di velocità in Italia
 Limite di velocità in autostrada
 Limite velocità strade extraurbane
 Limite di velocità nei centri abitati
 Limiti velocità neopatentati
 Multa limiti di velocità
 Tolleranza limite di velocità

Il nostro Codice della Strada disciplina in maniera rigorosa all’articolo 142 i limiti di velocità. Vengono posti dei limiti differenti a seconda che la strada percorsa sia urbana, extraurbana o autostrada, così come differenti sono i limiti previsti per i neopatentati rispetto agli automobilisti più esperti.

Sulle autostrade il limite di velocità attualmente in vigore è pari a 130 Km/h in condizioni di asfalto asciutto e di 110 Km/h in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura. Per i neopatentati, nei tre anni dal conseguimento della patente di guida, il limite è fissato in 100 Km/h.

Nei centri abitati il limite di velocità, valido anche per i neopatentati, è di 50 Km/h. Tuttavia, nelle strade urbane con caratteristiche costruttive e funzionali particolari, è possibile innalzare il limite di velocità sino ad un massimo di 70 Km/h previa installazione degli appositi segnali.

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Quelli appena descritti sono i limiti di velocità presenti sul territorio Italiano. E’ quindi fondamentale prestare la massima attenzione quando si oltrepassano i confini nazionali per non violare le disposizioni degli altri Paesi in materia di.

Come abbiamo visto per i neopatentati vigono limiti di velocità specifici sia in autostrada che nelle strade extraurbane, rispettivamente pari a 100 e 90 Km/h. La motivazione è data dal fatto che questi soggetti, per i primi tre anni dal conseguimento della patente di guida, non abbiano la stessa esperienza al volante degli automobilisti più navigati e pertanto si impone loro una maggiore cautela alla guida.

auto neopatentati
auto neopatentati

In caso di violazione dei limiti di velocità previsti dal Codice della Strada sono previste sanzioni particolarmente pesanti. Nello specifico, se si superano i limiti di velocità di non oltre 10 km/h la multa potrà andare da un minimo di € 42 ad un massimo di € 173, mentre chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto al pagamento di una multa da € 173 a € 694.

Analogamente se si supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti di velocità la multa andrà da un minimo di € 543 ad un massimo di € 2.170 oltre alla sospensione della patente di guida da uno a tre mesi. Se, invece, si supera di oltre 60 km/h i limiti di velocità la sanzione amministrativa andrà da € 845 a € 3.382 oltre alla sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi.

Per tutti gli accertamenti della velocità effettuati con autovelox e simili, al valore rilevato dall’apparecchiatura viene applicata una riduzione pari al 5%, con un minimo di 5 km/h. Pertanto la normativa stabilisce una tolleranza sulle multe per eccesso di velocità pari al 5% della velocità effettiva, e comunque non inferiore alla soglia minima di 5 km/h.

Cose da sapere

Quali sono i limiti di velocità previsti in Italia in autostrada?

Sulle autostrade il limite di velocità attualmente in vigore è pari a 130 Km/h in condizioni di asfalto asciutto e di 110 Km/h in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura. Per i neopatentati, nei tre anni dal conseguimento della patente di guida, il limite è fissato in 100 Km/h.

Quali sono i limiti di velocità previsti sulle strada extraurbane?

Sulle strade extraurbane l’articolo 142 del Codice della Strada prevede un limite di velocità di 110 Km/h, ma anche in questo caso, qualora vi siano precipitazioni atmosferiche, lo stesso viene automaticamente calato a 90 Km/h. Per i neopatentati il limite su queste strade è di 90 Km/h.

Quali sono i limiti di velocità nei centri abitati?

Nei centri abitati il limite di velocità, valido anche per i neopatentati, è di 50 Km/h. Tuttavia, nelle strade urbane con caratteristiche costruttive e funzionali particolari, è possibile innalzare il limite di velocità sino ad un massimo di 70 Km/h previa installazione degli appositi segnali.

Quali sono i limiti di velocità per i neopatentati?

Per i neopatentati vigono limiti di velocità specifici sia in autostrada che nelle strade extraurbane, rispettivamente pari a 100 e 90 Km/h. La motivazione è data dal fatto che questi soggetti, per i primi tre anni dal conseguimento della patente di guida, non abbiano la stessa esperienza al volante degli automobilisti più navigati.

Quali sono le sanzioni previste se si superano i limiti di velocità?

Se si superano i limiti di velocità di non oltre 10 km/h la multa potrà andare da da €42 a € 173, mentre chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto al pagamento di una multa da € 173 a € 694. Se si superano i limiti di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h  la multa andrà da € 543 a € 2.170 oltre alla sospensione della patente da uno a tre mesi. Se, invece, si superano di oltre 60 km/h i limiti di velocità la sanzione amministrativa andrà da € 845 a € 3.382 oltre alla sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi.

Accessoti auto: ecco gli indispensabili e i più particolari

I 10 accessori più richiesti in un'automobile

Scegliere gli accessori per la propria auto è un momento fondamentale dell’acquisto di una vettura nuova perché si andrà a personalizzare la macchina in base alle proprie esigenze. Essere consapevoli che spendere qualcosa in più all’acquisto per poi non pentirsi di non aver scelto quell’accessorio è da sempre una delle regole principali che accompagna tutti gli automobilisti.

 

 

INDICE
 Accessori utili per auto: i gadget indispensabili
 Accessori invernali auto
 Accessori auto per neve
 Accessori auto particolari: ecco i gadget più strani
 Accessori auto donna: gadget al femminile
 Accessori auto da viaggio
 Accessori hi tech per auto
 Accessori per la pulizia dell’auto

Ormai tutte le vetture di moderna concezione offrono come accessori, ed in molti casi anche di serie, gli ADAS. Gli ausili alla guida come la frenata assistita, il mantenimento di corsia o il controllo adattivo della velocità sono diventati ormai accessori auto indispensabili perché semplificano notevolmente la vita a bordo del conducente.

Anche sistemi come i sensori di parcheggio, l’accensione automatica di fari e tergicristalli o l’indicatore di perdita di pressione degli pneumatici sono tra gli accessori per auto divenuti ormai irrinunciabili.

Prendersi cura della propria vettura nel periodo invernale è una pratica che dovrebbe essere sempre rispettata. Tra gli accessori auto dedicati alla stagione più rigida il più importante è il telo antighiaccio, utile quando non si possegga un box auto e non si voglia perdere tempo ogni mattina per raschiare via dal parabrezza il ghiaccio.

Il raschietto è un altro accessorio invernale dell’auto indispensabile per chi vive in località dove le temperature diventano particolarmente rigide nel corso dell’inverno, così come analogamente indispensabile è il liquido antigelo fondamentale per preservare le componenti del motore.

Nei mesi invernali è sempre opportuno non farsi trovare impreparati dalle condizioni atmosferiche avverse. Per questo motivo, tra gli accessori auto immancabili a bordo, è fondamentale avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, si potrà circolare anche su un manto stradale coperto da una coltre bianca senza il rischio di non avere trazione.

Ugualmente fondamentale, poi, è la presenza di una pala pieghevole, utile per spalare la neve presente vicina alle ruote della vettura ed avere così la possibilità di liberare il veicolo e ripartire senza pensieri.

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Volendo è possibile sbizzarrirsi nella ricerca di accessori auto strani ed esclusivi. Molte case di personalizzazione si rivolgono ad un target di mercato senza problemi di spesa per proporre accessori come il kit per il drink, dedicato a tutti coloro che vogliono sempre avere a disposizione bicchieri e bottiglie personalizzate da utilizzare in un picnic esclusivo o l’umidificatore per sigari, accessorio indispensabile per i fortunati proprietari di una Rolls Royce.

Anche il mondo degli accessori auto dedicati al pubblico femminile è sempre più vasto. Si va dalle cover per le cinture di sicurezza, così da rendere ricercato l’abbinamento di colori del dispositivo, a quelle per il volante, anche se in questo caso è fondamentale non cercare colori troppo azzardati per non cadere nel kitsch. Infine sono sempre più diffuse le ballerine pieghevoli, utilissime per potersi mettere alla guida dopo aver messo da parte le ben più scomode scarpe coi tacchi.

Affrontare un viaggio in auto è sempre una esperienza piacevole, ma per evitare che le ore trascorse nell’abitacolo si trasformino in una sofferenza è indispensabile avere a disposizione degli accessori fondamentali come la borsa termica o il cuscino da viaggio, utilissimo per consentire ai passeggeri di poter schiacciare un pisolino coccolati nella comodità dei sedili. In caso di viaggi lunghi, può essere molto utile un frigorifero da viaggio ricaricabile via USB o con pannello solare.

Tutte le vetture moderne sono ormai ricche di gadget tecnologici, ma ciò non significa che non si debbano aver a bordo degli accessori auto hi tech. Il cavetto USB per la ricarica del telefono è ormai diventato indispensabile, così come lo è il supporto per smartphone, utilissimo per avere il proprio dispositivo sempre a vista. Per le vetture più anziane è poi possibile acquistare un ricevitore Bluetooth da collegare alla presa jack dell’autoradio per poter ascoltare in streaming dal telefono la propria musica preferita.

Tenere in ordine e puliti gli interni dell’auto così come la carrozzeria è una pratica che molti automobilisti spesso sottovalutano. Tra gli accessori auto utili per la pulizia della vettura non possono assolutamente mancare i panni o i guanti in microfibra, necessari per evitare graffi sulla carrozzeria, o ancora kit di pulizia esterni fondamentali per rimuovere grasso, sporco e moscerini e far tornare a brillare la vettura. Ultimo accessorio auto da tenere sempre a portata di mano è un tubetto di pasta abrasiva, necessario per rimuovere in pochi istanti i piccoli graffi all’ordine del giorno.

Cose da sapere

Quali sono gli accessori auto che non possono mancare su un veicolo?

Tutte le vetture di moderna concezione offrono come accessori, ed in molti casi di serie, gli ADAS come la frenata assistita, il mantenimento di corsia o il controllo adattivo della velocità. Anche sistemi come i sensori di parcheggio, l’accensione automatica di fari e tergicristalli o l’indicatore di perdita di pressione degli pneumatici sono tra gli accessori per auto divenuti irrinunciabili.

Quali sono gli accessori auto indispensabili di inverno?

Tra gli accessori auto dedicati alla stagione più rigida il più importante è il telo antighiaccio, utile quando non si possegga un box auto. Il raschietto è un altro accessorio invernale dell’auto indispensabile per chi vive in località dove le temperature diventano particolarmente rigide nel corso dell’inverno, così come analogamente indispensabile è il liquido antigelo fondamentale per preservare le componenti del motore.

Quali sono gli accessori auto più utili per le donne?

Anche il mondo degli accessori auto dedicati al pubblico femminile è sempre più vasto. Si va dalle cover per le cinture di sicurezza, così da rendere ricercato l’abbinamento di colori del dispositivo, a quelle per il volante. Sono sempre più diffuse le ballerine pieghevoli, utilissime per potersi mettere alla guida dopo aver messo da parte le ben più scomode scarpe coi tacchi.

Quali sono gli accessori auto indispensabili in viaggio?

Affrontare un viaggio in auto è sempre una esperienza piacevole, ma per evitare che le ore trascorse nell’abitacolo si trasformino in una sofferenza è indispensabile avere a disposizione degli accessori fondamentali come la borsa termica o il cuscino da viaggio. In caso di viaggi lunghi, può essere molto utile un frigorifero da viaggio ricaricabile via USB o con pannello solare.

Quali sono gli accessori hi-tech più diffusi per l’auto?

Il cavetto USB per la ricarica del telefono è ormai diventato indispensabile, così come lo è il supporto per smartphone. Per le vetture più anziane è poi possibile acquistare un ricevitore Bluetooth da collegare alla presa jack dell’autoradio per poter ascoltare in streaming dal telefono la propria musica preferita.

 

 

 

Segnali stradali: le differenze tra divieto, pericolo, indicazione e obbligo

Segnali stradali: le differenze tra divieto, pericolo, indicazione e obbligo 1

Conoscere il significato dei segnali stradali è fondamentale non solo in occasione dell’esame per il conseguimento della patente, ma nella guida di tutti i giorni per affrontare in sicurezza la circolazione su strada.

INDICE
Segnali stradali: significato
Tipi di segnali stradali
Segnali stradali di indicazione
Segnali stradali di pericolo
Segnali stradali di obbligo
Segnali stradali di divieto

Il nostro Codice della Strada disciplina all’articolo 39 i segnali stradali ed il loro significato, stabilendo la forma, le dimensioni, i colori e le caratteristiche conformi alle norme del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo CdS.

I segnali stradali hanno forme differenti per i differenti significati. Quelli di forma triangolare indicano pericolo, mentre quelli di forma circolare indicano un divieto o un obbligo, a seconda se abbiano il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero (segnali di divieto) oppure siano bianchi su sfondo blu (obbligo), mentre i segnali di precedenza sono normalmente triangolari, anche se non tutti: esempio emblematico è il segnale di stop, addirittura ottagonale.

Il nostro Codice della Strada prevede quattro differenti tipologie di segnali stradali:

  • Indicazione
  • Pericolo
  • Obbligo
  • Divieto

I segnali di indicazione sono dislocati sulle strade per fornire agli utenti tutte le informazioni necessarie per la corretta e sicura circolazione, nonché per l’individuazione di itinerari, località, servizi ed impianti stradali.

I segnali stradali di indicazione devono essere realizzati e collocati in modo da essere facilmente visibili e riconoscibili e periodicamente sono sottoposti a verifiche di valutazione della rispondenza alle esigenze del traffico e delle necessità degli utenti.

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Questi sono caratterizzati da una forma triangolare  e devono essere installati quando esiste una reale situazione di pericolo sulla strada, non percepibile con tempestività da un guidatore che osservi le normali regole di prudenza.

Sono posizionati sul lato destro della carreggiata e qualora non sia possibile rispettare la distanza di posizionamento prevista dal Codice della Strada il segnale deve essere integrato con un pannello indicante la effettiva distanza dal pericolo.

Questi impongono agli automobilisti uno specifico comportamento da rispettare e sono facilmente riconoscibili perché sono di forma circolare. Si dividono in generici e specifici.

Quelli generici hanno fondo blu e simbolo bianco, mentre quelli specifici hanno fondo bianco, bordo rosso e simbolo nero.

L’ultima categoria presente in questo elenco è quella relativa ai segnali di divieto. Questi, di forma circolare, sono posti nel punto in cui inizia l’obbligo o il divieto, mentre la fine della prescrizione è generalmente indicata dallo stesso segnale munito dal pannello integrativo “fine”.

Il Codice della Strda stabilisce che i segnali di divieto, obbligo e precedenza debbano essere ripetuti dopo ogni intersezione, quando ci si trova su un percorso interessato da una prescrizione.

I cartelli di prescrizione devono avere uno spazio minimo di avvistamento di 250 metri su autostrade e strade extraurbane principali, 150 metri su strade extraurbane secondarie e 80 metri sulle altre strade.

Cose da sapere

Chi stabilisce forma e significato dei segnali stradali?

Il nostro Codice della Strada disciplina all’articolo 39 i segnali stradali ed il loro significato, stabilendo la forma, le dimensioni, i colori e le caratteristiche conformi alle norme del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo CdS.

Quanti sono i tipi di segnali stradali?

Il nostro Codice della Strada prevede quattro differenti tipologie di segnali stradali: indicazione, pericolo, obbligo e divieto.

Come sono fatti i segnali di pericolo?

I segnali di pericolo sono caratterizzati da una forma triangolare  e devono essere installati quando esiste una reale situazione di pericolo sulla strada, non percepibile con tempestività da un guidatore che osservi le normali regole di prudenza. Sono posizionati sul lato destro della carreggiata e qualora non sia possibile rispettare la distanza di posizionamento prevista dal Codice della Strada il segnale deve essere integrato con un pannello indicante la effettiva distanza dal pericolo.

Come sono fatti i segnali d’obbligo?

I segnali di divieto impongono agli automobilisti uno specifico comportamento da rispettare e sono facilmente riconoscibili perché sono di forma circolare. Si dividono in generici e specifici. Quelli generici hanno fondo blu e simbolo bianco, mentre quelli specifici hanno fondo bianco, bordo rosso e simbolo nero.

Come sono fatti i segnali di divieto?

I segnali di divieto, di forma circolare, sono posti nel punto in cui inizia l’obbligo o il divieto, mentre la fine della prescrizione è generalmente indicata dallo stesso segnale munito dal pannello integrativo “fine”. I cartelli di prescrizione devono avere uno spazio minimo di avvistamento di 250 metri su autostrade e strade extraurbane principali, 150 metri su strade extraurbane secondarie e 80 metri sulle altre strade.

Avaria airbag: ecco cosa fare quando si accende la spia dell’airbag

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Ormai tutte le vetture sono dotate di dispositivi di sicurezza utili a tutelare l’incolumità dei passeggeri in caso di incidente. L’airbag è uno dei più importanti, ma può capitare in alcune occasioni di rilevare la spia airbag accesa. Scopriamo come procedere.

INDICE
 Spia airbag accesa: le possibili cause
 Spia airbag passeggero
 Spia airbag accesa: cosa fare in autonomia
  Avaria airbag: come comportarsi
 Acquistare una resistenza per spegnere spia airbag: a cosa serve?

Qualora la spia dell’airbag rimanga accesa e fissa è il momento di recarsi presso una officina per verificare la causa del malfunzionamento. È possibile che questa resti accesa anche a seguito di un precedente tamponamento lieve, ma è sempre bene far effettuare una diagnosi da uno specialista per verificare la causa dell’accensione e ripristinare l’airbag. Tra le ulteriori cause dell’accensione spia airbag è possibile che vi sia anche un malfunzionamento delle cinture di sicurezza.

Qualora la vostra vettura sia dotata anche di airbag passeggero è possibile disattivare questo dispositivo qualora sia necessario posizionare sul sedile al fianco del guidatore un seggiolone per bambini. In questo caso la spia airbag accesa fissa andrà ad indicare che il dispositivo è stato spento, mentre in caso di nuova attivazione l’indicazione sul cruscotto non sarà presente.

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Nel caso in cui vi troviate in marcia e non abbiate la possibilità di recarvi presso una officina per far spegnere la spia dell’airbag è possibile effettuare questa operazione in maniera autonoma. Per sapere come resettare la spia dell’airbag sarà sufficiente girare la chiave nel quadro senza mettere in moto l’auto e lasciare il quadro acceso per 7 secondi. Trascorso questo lasso di tempo si dovrà portare nuovamente la chiave in posizione off e ripetere la medesima operazione altre tre volte. Se al termine della procedura la spia dell’airbag dovesse restare accesa è opportuno recarsi quanto prima presso una officina per far analizzare il guasto.

Qualora la spia airbag sia accesa è sempre bene procedere con cautela quando si è alla guida. Non avendo la certezza che il dispositivo di sicurezza sia in funzione è opportuno condurre il proprio veicolo con ancora più attenzione per evitare di incorrere in un incidente e rischiare seri traumi.

Il consiglio, in ogni caso, è sempre quello di portare la propria auto quanto prima presso un’officina per effettuare una analisi approfondita del guasto e procedere alla riparazione del dispositivo.

Nell’ipotesi in cui si siano montate componenti aftermarket, come il volante o i sedili, è possibile riscontrare la spia airbag accesa. Per ovviare a questo inconveniente sarà sufficiente acquistare delle resistenze da 2.2 Ohm che consentiranno di spegnere l’indicazione sul cruscotto. Per evitare l’insorgere di questo problema il nostro consiglio è quello di acquistare sempre delle componenti originali.

Cose da sapere

Quali sono le possibili cause della spia airbag accesa?

È possibile che la spia airbag resti accesa anche a seguito di un precedente tamponamento lieve, ma è sempre bene far effettuare una diagnosi da uno specialista per verificare la causa dell’accensione e ripristinare l’airbag. Tra le ulteriori cause dell’accensione spia airbag è possibile che vi sia anche un malfunzionamento delle cinture di sicurezza.

Cosa si può fare in autonomia se la spia airbag rimane accesa?

È possibile provare a resettare la spia airbag: sarà sufficiente girare la chiave nel quadro senza mettere in moto l’auto e lasciare il quadro acceso per 7 secondi. Trascorso questo lasso di tempo si dovrà portare nuovamente la chiave in posizione off e ripetere la medesima operazione altre tre volte. Se al termine della procedura la spia dell’airbag dovesse restare accesa è opportuno recarsi quanto prima presso una officina per far analizzare il guasto.

Come comportarsi in caso di avaria airbag?

Qualora la spia airbag sia accesa è sempre bene procedere con cautela quando si è alla guida. Non avendo la certezza che il dispositivo di sicurezza sia in funzione è opportuno condurre il proprio veicolo con ancora più attenzione per evitare di incorrere in un incidente e rischiare seri traumi.

Acquistare una resistenza per spegnere spia airbag: a cosa serve?

Nell’ipotesi in cui si siano montate componenti aftermarket, come il volante o i sedili, è possibile riscontrare la spia airbag accesa. Per ovviare a questo inconveniente sarà sufficiente acquistare delle resistenze da 2.2 Ohm che consentiranno di spegnere l’indicazione sul cruscotto.

Colpi di sonno alla guida: come evitarli

Colpi di sonno alla guida

Mettersi al volante della propria vettura non vuol dire soltanto godere della possibilità di spostarsi in maniera totalmente indipendente ma, soprattutto, prestare attenzione per la propria e l’altrui incolumità.

I colpi di sonno sono certamente una delle maggiori cause di incidente, ma è possibile prevenirli con pochi e semplici trucchi.

 INDICE
Colpi di sonno alla guida: cosa fare
Colpi di sonno e incidenti
Colpi di sonno: sintomi
Colpi di sonno: ritiro patente
Colpi di sonno: cause
Allarme acustico anti colpi di sonno

Prima o poi è capitato a tutti. Ci si siede in auto dopo una giornata estenuante e si deve affrontare un percorso particolarmente lungo per tornare a casa, oppure si rientra a tarda notte dopo aver festeggiato un po’ ed ecco che improvvisamente si viene colpiti dai colpi di sonno.

Rischiare di chiudere gli occhi anche per pochi secondi può rivelarsi fatale. Gli studi hanno infatti dimostrato che rimanere un solo secondo con gli occhi chiusi ad una velocità di 100 Km/h significa percorrere un totale di ben 28 metri senza avere sotto controllo la situazione sulla strada.

Cosa fare, quindi, per evitare i colpi di sonno? In primo luogo è sempre opportuno valutare autonomamente le proprie condizioni fisiche. Se magari si è dormito poco e male la sera prima è bene evitare di mettersi in viaggio, ma se si è costretti ad affrontare il tragitto allora sarà buona regola quella di fermarsi presso un’area di sosta o uno spiazzo ai primi segnali per riposarsi anche solo per 20 minuti così da avere un nuova freschezza alla guida.

Come abbiamo detto in precedenza, una delle maggiori cause di incidenti stradali è legata proprio ai colpi di sonno. I soggetti costretti a percorre un elevato numero di chilometri sono infatti quelli a maggior rischio perché la stanchezza può palesarsi improvvisamente da un momento all’altro.

Il tasso di mortalità in questi casi è decisamente elevato perché un conducente che accusa colpi di sonno mentre si trova al volante è impossibilitato a mantenere il controllo del proprio mezzo e non ha modo di intervenire per evitare le situazioni di pericolo.

Non sempre i colpi di sonno, però, arrivano improvvisamente. In molti casi, infatti, il nostro corpo lancia alcuni segnali che devono fungere da allarme per capire che è arrivato il momento di prendersi una pausa.

Se, ad esempio, si accusa un certo bruciore agli occhi, oppure se gli sbadigli avvengono a frequenze sempre più vicine o ancora se non si riesce a mettere a fuoco la strada il nostro corpo ci sta comunicando che è opportuno accostarsi e concedersi un breve riposo per evitare i colpi di sonno.

Altri segnali che indicano un elevato segno di stanchezza sono la mancata percezione della velocità alla guida, un senso di irrequietezza al volante o ancora la difficoltà nel mantenere la testa dritta. In tutti questi casi è sempre consigliabile cercare un’area di sosta e schiacciare un pisolino per proseguire successivamente in tutta sicurezza.

Chi si mette alla guida in condizioni di stanchezza ed accusa colpi di sonno, oltre a mettere a repentaglio la propria sicurezza può essere condannato al ritiro della patente.

Il decreto del Ministero dei Trasporti 22/12/2015, su indicazione della direttiva UE 85/2014, ha infatti disposto che “la patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave e incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte”.

Per questo motivo, qualora a seguito di visita medica si dovesse riscontrare un disturbo del sonno cronico si rischia il mancato rilascio o il rinnovo della patente.

Non esiste una causa univoca per i colpi di sonno, ma possono essere numerose le variabili. Ad esempio l’aver dormito poche ore prima di mettersi al volante è senza dubbio una delle principale cause dei colpi di sonno, ma lo è anche il soffrire di apnee ostruttive durante il sonno, che causano problemi di sonnolenza.

Anche l’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti può avere un impatto determinante nei colpi di sonno ed il nostro Codice della Strada punisce severamente chi causa un incidente sotto l’effetto di stupefacenti o bevande alcoliche.

La moderna tecnologia è intervenuta a favore degli automobilisti per prevenire i colpi di sonno ed in commercio sono presenti numerosi dispositivi che avvisano il conducente qualora questo abbia dei colpi di sonno.

Si va dal braccialetto connesso allo smartphone che avvisa il guidatore con un allarme acustico intenso e dei flash per poi passare all’auricolare che avvisa il conducente con suoni e vibrazioni qualora l’inclinazione della testa superi un determinato numero di gradi.

Molte vetture più recenti, poi, hanno dispositivi di serie che analizzando il volto del conducente e segnalano sia acusticamente che con messaggi sul display quando è arrivato il momento di prendersi una pausa.

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